Dear all,
I’m really proud to announce my new album “Decays”, released by Time Release Sound and available in store from November 11. You will find the album in two different and amazing lines of handmade packaging. Below details and two songs…enjoy!

From TRS:
“Greetings friends! Once again the earth has circled the sun, and the fall season is upon us! As the days shorten, and the leaves fall, we are pleased to bring you this most appropriately seasonal release from Italian based musician, Francis M. Gri, entitled “Decays”. At times sounding like the soundtrack to a moody, somber Tarkovsky film, Gri has captured the din of the clatter and clang of life as it grows, and then rises in an uplifting anthemic glory to all that man has made. Darkly delicate…constantly decaying and yet reborn again…eternally…”

La nuova proposta dell’etichetta italiana Krysali Sound è una tra le più anomale e ardite della sua lunga collezione. Il debutto del duo tedesco/polacco composto da Masaya Hijikata e Andrea Koch, a nome klās’tĭk, si allontana di molto dalle consuete sonorità ambient per addentrarsi in terreni che ricercano linguaggi musicali differenti. 
Gli elementi fondamentali sono sovrapposizioni vocali e ritmi percussivi su base elettronica e di archi. Un percorso tra antico e moderno in cui si è in contatto sia con la musica primitiva e le sonorità tribali (vedi Aktuala e Lino Capra Vaccina), sia con un drummingrapido e ultramoderno arricchito da voci aliene e cori sovrapposti figli del minimalismo. Ma un ulteriore fattore da tenere in considerazione, il meno noto ma probabilmente il più determinante, è quello vicino all’Oriente, la danza Butoh, danza contemporanea nata in Giappone negli anni 60. Il risultato finale è tutto sommato abbastanza omogeneo, con brani che spingono maggiormente in una direzione piuttosto che in un’altra. 
L’iniziale “Chauvet” che cita la famosa grotta, luogo dei primi esempi rimasti di arte preistorica, è un esempio di ritmi cangianti e canti sovraincisi entrambi al confine tra modernità e tribalismo, tra età della pietra e musica elettronica contemporanea. La title track “Night’s Highest Noon” è un inaudito collage di ritmi forsennati quasi breakcore, percussioni, basso, elettronica che si inseguono in un moto senza sosta, come per una perfetta colonna sonora dei balli psicotici Butoh. “Delle marianne” è ben più classico (i primi secondi ricordano vagamente il “Requiem” di Mozart) e approfondisce tematiche ambient/minimaliste à-la Philip Glass con voce e archi per cercare atmosfere allo stesso tempo oscure e vitali. “Regina Coeli” abbandona ogni aspetto antico per farci ritrovare in un tribalismo ultrafuturista, con versi di alieni e synth impazziti. 
Il complesso caleidoscopio di suoni e colori del progetto Klās’tĭk non puo certo lasciare indifferenti. Il rischio di non far coesistere in modo adeguato le tante idee e riproporre un mero collage era molto alto, ma è stato fortunatamente scongiurato.

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Un ideale punto di connessione tra una visceralità primordiale e l’evanescente consistenza di un futuro incerto realizzato attraverso una roboante sequenza di ruvide spirali irregolari. È dalla ricerca di un nuovo lessico risonante che trae origine il primo capitolo collaborativo che vede insieme Masaya Hijikata e Andrea Koch sotto la sigla klās’tĭk, progetto sperimentale incentrato su un fitto incontro/scontro tra trame ritmiche e insondabili modulazioni vocali.

È un universo crepitante, fortemente decostruito, ad emergere dalla congiunzione sinergica degli elementi in gioco, uno spazio sonoro che vede voce e pulsazioni avvolgersi in complessi tracciati dissonanti permeati da una persistente aura solenne. Ricorrenti scie sintetiche si insinuano in questo serrato dialogo fungendo da ulteriore collante capace di conferire densità ai differenti flussi, strutturati seguendo progressioni estremamente convulse e pirotecniche che a tratti convergono verso andamenti ipnotici da nenia fino a divenire allucinato mare di placide frequenze cullanti.

Un lavoro fortemente evocativo, ma sicuramente di non semplice assimilazione che si pone l’obiettivo di individuare le prime tracce di nuove possibili strade da percorrere. Un’esplorazione stimolante.

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“Sette velocità diverse, corrispondenti ad altrettante frequenze di un battito vitale e definito, a differenza dell’immagine ancora nebulosa della fonte che lo produce; vi è, non a caso, qualcosa di vagamente amniotico a unire titolo e contenuto di “Heartbeats Of A Premature Image”, quarto lavoro di David Gutman sotto l’alias Drawing Virtual Gardens. Le sue sette tracce, identificate soltanto da un numero di battiti al minuto (eppure sostanzialmente aritmiche), oscillano infatti tra modulazioni chitarristiche percepibili e atmosfere di avvolgente torpore, i cui contorni sfocati veicolano un’ambience vaporosa, in graduale addensamento.I movimenti minimali ma costanti dell’evanescente flusso di drone creato da Gutman plasmano una teoria di texture ipnotiche, in apparenza opposte alle dinamiche della memoria condensata in precedenti lavori del chitarrista statunitense (metà del progetto Tropic Of Coldness) sono in realtà ad esse pienamente complementari. Il suono di “Heartbeats Of A Premature Image” precorre infatti immagini e memorie, indirizzandone il corso, imprimendone il contenuto ancora prima della loro manifestazione.

In tale inversione di processo permane il sapiente dosaggio di toni, timbriche ed effetti da parte di Gutman, che è fin troppo facile immaginare ai comandi di manopole analogiche, con le quali modula intensità e frequenza di armonie espanse, trasformate in calde risonanze ambientali.”

Raffaello Russo

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I am happy to present the fourth album of the REVGLOW project.”

Thisorder

Thisorder is the fourth album from the duo project Revglow. Eight experimental songs where the voice is an instrument, perfectly embedded in the dark pulsations of music. Micro lyrics moved by emotions to express the concept of mental disease: panic, compulsions and the daily struggle to survive.

Recorded, arranged and produced in 2014/2015

Mixed and mastered in 2016 at KrysaliSound Studio

Available in digital format from August, 27… free offer from July 27 to August 27!

https://krysalisound.bandcamp.com/album/revglow-thisorder

 

Prima recensione del nuovo album a cura di Raffaello Russo:

“Nel terzo capitolo della trilogia urbana di Francis M. Gri, i luoghi che nei precedenti “Ghost Dreamers Town” e “Dreamers Stories” era popolata da sogni e fantasmi si svuota di contenuto e significato esogeno, fino a presentarsi nella sua solitaria essenza. Non è una semplice metafora quella veicolata attraverso la sequenza dei titoli dei lavori pubblicati a proprio nome dall’artista di origine friulana, in un percorso estremamente personale e parallelo ai suoi altri progetti Apart e Revglow.

Le nove tracce di “Empty Town” costituiscono la chiusura di un itinerario narrativo e al tempo stesso un nuovo inizio, frutto di una parziale inversione di rotta rispetto al sognante paesaggismo ambientale del lavoro precedente. Il lavoro tiene fede alla scarna dimensione individuale propria appunto delle opere recanti la firma di Gri, offrendo nuovo spazio espressivo alle note acustiche, in particolare del pianoforte, che appunto guida la maggior parte dei brani di “Empty Town”. Intorno ai vuoti delle sospensioni tra le note e ai pieni delle fluide armonie pianistiche Gri costruisce mondi sonori di ovatta suggestione, risultanti da semplici interazioni con ulteriori filigrane acustiche o con ovattate stratificazioni ambientali ma anche nuovamente rifinito di morbide coltri sintetiche e granulose pulsazioni ritmiche.

Ancora una volta, anzi in maniera più accentuata che in passato, le composizioni di Gri si rivestono di un’aura cinematica sospesa, scandita da battiti elettronici così come da filigrane di ritrovato picking acustico, che alimentano immagini pienamente coerenti con la traccia concettuale di “Empty Town”, sviluppata non in maniera meramente descrittiva bensì traboccante delle sensazioni suscitate da un’osservazione empatica di città invisibili.

Eppure, il peculiare soundscaping che promana dal lavoro non evoca affatto scenari di desolazione, suscitando invece un coinvolgimento romantico, intessuto da fragili palpiti e soffici abbracci armonici acustico-ambientali.”

link: http://musicwontsaveyou.com/2015/11/19/francis-m-gri-empty-town/

Francis M. Gri has impressed on past releases for his own label KrysaliSound, most notably with last year’s ‘Ghost Dreamers Town’. It was an ambient/post-rock album which kept an insistent melodic and rhythmic flow throughout. For revglow, the outlook is very similar but here Gri’s instrumental reverie is augmented by female vocals from fellow Italian, Lilium.
The opening ‘Scars’ is a curious assembly of ghostly female vocals, drum and guitar loops which seems to drift pleasantly by until, after two and a half minutes, the track unfolds into a sequence of hypnotic synth patterns which usher in the soulful singing of Lilium for the first time. ‘Strangers’ is blessed with similar heavenly layers of sound and whilst it may fall into the sphere of dreampop, its roots can also be found in ambient music. An unexpected double bass introduces ‘Phantom Theatre’ but more captivating still are its subtle but relentless rhythms and beats which combine perfectly with the breathless vocals.
This juxtaposition is the key to the album and it can be no coincidence that on its best moments, the urgency of Lilium’s delivery is matched by Gri’s complex arrangements. For ‘This Is The Day’ Lilium resembles a lost siren trapped within walls of shifting beats and ringing guitars and this impression is given further credence on the excellent ‘Seagulls Choir’; one of the more understated tracks which revolves around desolate piano and Lilium’s valedictory cries.
Admittedly, some momentum is lost towards the end of the record, most noticeably on the lighter than air ‘Self Portrait,’ but otherwise this is a deep and moving listening experience. In conclusion, ‘Sound Post Tension’ presents further evidence that Gri’s KrysaliSound empire deserves far more prominence.

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“Piano Tapes ” is a collection of piano improvisations recorded during the month of December 2013. For the new year i’m happy to introduce you this unespected album (as for the ep “Home”) and to give you the opportunity to listen to it on the website player and to download it till the 9th of February, the released date on iTunes!

“Piano Tapes” è una raccolta di improvvisazioni di piano registrati nel mese di dicembre 2013. Per il nuovo anno appena arrivato sono felice di presentare questo inaspettato album  (com’era stato per il mini album “Home”) e di dare a tutti la possibilità di ascoltarlo nel player e di poterlo scaricare gratuitamente fino alla data di rilascio in iTunes, 9 febbraio 2014!

Recensione di Mirco Salvadori:

“Il suono dei Revglow agisce di rimbalzo. Colpisce, si insinua, si allontana e poi ritorna per stordire definitivamente. Nelle melodie curate da Francis M. Gri e nella voce di Lilium si nascondono attimi di sospensione magistralmente creati usando la tecnica dell’iterazione. Quasi un percorso di crescita, dal primo semplice ascolto fino alla definizione di una composizione musicale estremamente complessa ed affascinante. Questo è il terzo lavoro del duo ed è senz’altro quello più completo e maturo. Il trend trip-hop si è perduto con il tempo, permettendo ai sensi di spaziare dentro la MAGIA ALCHEMICA DELLA RICERCATEZZA SONORA.”

The new revglow album is now complete and this will be the title tracks of the songs included:

  1. Scars
  2. Strangers
  3. Phantom theatre
  4. 27
  5. This is the day
  6. Seagulls choir
  7. Petals
  8. Peaceful
  9. Self-portrait
  10. Butterfly

Recorded and mastered at KS Home Studio during the years 2012 and 2013, we are proud to introduce these new ten songs, distant from “9th Chrysalis” sound, they reflect the simple evolution of our music language and life experiences. We decided to wait after summer holidays for releasing the album and to focus our efforts in an accurate promotion. The first video for the new release will be the song “Strangers”, so stay tuned!

Available in Store from 9th Septembe in KS Packaging and digital format.