“Introspections” in Music Won’t Save You

Recensione a cura di Raffaello Russo:

“Era decisamente limitante, fin dagli esordi del duo Revglow, considerare Lilium soltanto una vocalist; la sua presenza dal fascino misterioso definiva senz’altro in maniera netta l’essenza del progetto da lei condiviso con Francis M. Gri, ma certamente la sua personalità artistica individuale si manifesta in maniera ancora più autonoma nella nuova dimensione solista di Lyef.

Accanto a lei, in realtà, c’è ancora Gri, artefice di granulose texture ambientali e di stillate melodie pianistiche sulle quali la voce di Liluim, vera protagonista di “Introspections”, modulata, evocativa ed eterea. Impiegate dunque alla stregua di un ulteriore strumento, le parti vocali costituiscono parte integrante dell’ambience di Lyef, imparentata con le declinazioni più atmosferiche condensate da Gri sotto l’alias Apart, ma arricchita di una magia lunare definita dall’intreccio tra armonie sospese e minuti frammenti elettro-acustici.
Non mancano residue tracce degli impulsi ritmici propri di Revglow, tuttavia depotenziati a scarni fremiti, battiti vitali emessi dal nuovo status artistico di Lilium, musa discreta di raffinate evocazioni ambientali.”

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Music won’t save you – Recensione “Empty Town”

Prima recensione del nuovo album a cura di Raffaello Russo:

“Nel terzo capitolo della trilogia urbana di Francis M. Gri, i luoghi che nei precedenti “Ghost Dreamers Town” e “Dreamers Stories” era popolata da sogni e fantasmi si svuota di contenuto e significato esogeno, fino a presentarsi nella sua solitaria essenza. Non è una semplice metafora quella veicolata attraverso la sequenza dei titoli dei lavori pubblicati a proprio nome dall’artista di origine friulana, in un percorso estremamente personale e parallelo ai suoi altri progetti Apart e Revglow.

Le nove tracce di “Empty Town” costituiscono la chiusura di un itinerario narrativo e al tempo stesso un nuovo inizio, frutto di una parziale inversione di rotta rispetto al sognante paesaggismo ambientale del lavoro precedente. Il lavoro tiene fede alla scarna dimensione individuale propria appunto delle opere recanti la firma di Gri, offrendo nuovo spazio espressivo alle note acustiche, in particolare del pianoforte, che appunto guida la maggior parte dei brani di “Empty Town”. Intorno ai vuoti delle sospensioni tra le note e ai pieni delle fluide armonie pianistiche Gri costruisce mondi sonori di ovatta suggestione, risultanti da semplici interazioni con ulteriori filigrane acustiche o con ovattate stratificazioni ambientali ma anche nuovamente rifinito di morbide coltri sintetiche e granulose pulsazioni ritmiche.

Ancora una volta, anzi in maniera più accentuata che in passato, le composizioni di Gri si rivestono di un’aura cinematica sospesa, scandita da battiti elettronici così come da filigrane di ritrovato picking acustico, che alimentano immagini pienamente coerenti con la traccia concettuale di “Empty Town”, sviluppata non in maniera meramente descrittiva bensì traboccante delle sensazioni suscitate da un’osservazione empatica di città invisibili.

Eppure, il peculiare soundscaping che promana dal lavoro non evoca affatto scenari di desolazione, suscitando invece un coinvolgimento romantico, intessuto da fragili palpiti e soffici abbracci armonici acustico-ambientali.”

link: http://musicwontsaveyou.com/2015/11/19/francis-m-gri-empty-town/