“Maps of reason” in Darkroom

Duo italo-americano di stanza in Belgio, Tropic Of Coldness inaugura le releases viniliche della piccola etichetta KrysaliSound fornendo una prova di grande fascino, in linea con le uscite a cui la coppia artistica ci ha abituato dal 2012 ad oggi. “Maps Of Reason” consta di quattro tracce sinuose incentrate su un’ambient tenue, giocata fra reminiscenze glaciali, riflessioni solitarie e nostalgie latenti. I tempi sono dilatati, tesi a mimare una calma serafica e naturale, ben interpretata da toni ondeggianti in continuo movimento. La luce impera sovrana ad ogni traccia, tanto che i vecchi retaggi di marca dark ambient sono sostituiti da una sorta di aurora boreale pregna di mistero e magia. I passaggi acustici ben si uniscono al melange elettronico in un post-rock minimale e denso di emozioni (“Diving For Pearls”): se nel complesso le costruzioni appaiono semplici e rarefatte, basate su impianti che reiterano schemi essenziali, è fuor di dubbio la capacità di toccare le corde dell’anima senza cadute di tono o sprazzi di noia, segno che il monicker sa gestire con sapienza pochi mezzi ed inserirsi con successo in un genere per molti aspetti sin troppo frequentato. Prova di grande personalità e gusto formale, ben condita da un tocco comunicativo che conquista e fa sognare. Edito in vinile con elegante confezione al seguito. Una conferma per chi ha già ascoltato gli ottimi precedenti lavori.

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“Maps of reason” in Side-Line

Background/Info: Tropic Of Coldness is an Italian -American duo who met in Brussels. They already released a few albums and are now back on track –one year after the “Framed Waves”-album released on Glacial Movement.

Content: The sound universe of the duo hasn’t really changed. Cinematographic passages constructed by electronics, field recordings and guitar play create a sonic universe filled with prosperity. Both last cuts are somewhat darker, but still reflect a peaceful sensation.

+ + + : “Maps Of Reason” is exactly what you might from ambient music: a relaxing effect that take you away for a moment of total evasion. The tracks have something warm and comfortable although there’s a part of mystery hanging over the work. The field recordings are essential to this opus. They feel like little sonic details, which are accentuating this mysterious and sometimes darker touch. Last, but not least, I also like the artwork of this album, which is made of cardboard.

– – – : I don’t see a real evolution with the previous album. There’s nothing new, but if you like this project you won’t complain.

Conclusion: “Maps Of Reason” feels like touched by the magic of Hypnos… a world of sweet dreams!

Best songs: “The Loss Of Empathy”, “Diving For Pearls”.

Rate: (7).

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“There Is A Flow In My Iris” in Ondarock

I riconoscimenti degli ultimi anni dell’artista danese Paw Grabowski, in particolare il recente “Nattesne”, stanno portando alla riscoperta dei suoi primi lavori, tra cui spicca la meritoria ristampa (anche in vinile) del suo esordio del 2007 “There Is A Flaw In My Iris”. Lavoro giovanile ma già maturo e consapevole, pone il musicista danese al limite del cantautorato minimale, con voce sussurrata e arpeggi di chitarra tanto flebili da sfiorare l’inconsistenza, ma allo stesso tempo portatori di un linguaggio tanto potente da affascinare musicisti di diversa estrazione, provenienti da ogni parte del mondo (solo per citarne alcuni, la Siberia di Foresteppe, il Giappone di Asuna o di Ykymr, la Germania di Jan Grünfeld, gli Stati Uniti di Peter Broderick o di Daniel K. Böhm fino all’Italia di Safir Nòu).

Lunghi bordoni di chitarra fungono da ninna nanna, con una voce tra il parlato e il sussurro, dove gli unici elementi estranei sono appena accennate sovraincisioni ambientali al servizio di questa estetica malinconica. La musica di Ojerum è fin dai suoi esordi antistorica, lontanissima dai tempi dell’ascolto compulsivo o della corsa frettolosa verso il nulla della contemporaneità. Le parole diventano incomprensibili, simili al concetto di incomunicabilità odierna già descritto magnificamente da Matt Elliott in “Drinking Songs”. Quando invece sono comprensibili, si limitano a mero sillabare infantile (“Matka”), come a sottolineare l’inutilità di nuove parole nel mare delle opinioni fallaci, tutte egualmente lontane dalla verità, tipico della nostra società.

La strada di Grabowski è ancora una volta la ricerca di se stessi nel silenzio e nella quiete. Tra gli otto brani spiccano i sette minuti di “Pristine” o gli arpeggi ripetuti di “Mist” e “Tonerum”, punti di partenza per quella che diventerà negli anni la poetica fragile e coraggiosa del progetto Ojerum.

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“There is a flaw in my iris” in Fluid Radio

With new additions to both Eilean Rec and the frequently explored by myself Krysalisound, Ojerum has been busy. This acoustically minded record, “There Is A Flaw In My Iris”, takes a departure from other drone material, marking itself out as a lullaby type organism with the songwriter sounding like he’s talking to his instruments in his sleep.
A woozy affair then, this is only a description of the very nominal and tuned tuning of guitar that glue the sabbatical narrative together. I enjoy the mood: it’s uplifting, full of melancholy and almost music-box-like in its quotidian appetite for a morsel of melody. What say you electronics, have you no fizz here? It would seem not. The music sounds totally uncontrolled by the forces of machines. Strumming a sharp string, murmuring a clutch of vowels, towing things along, like a silk handkerchief made from sows.
At any instance, there is no hurry here, no climax. Amazing stuff I would say, simply for how unpretentious it is, how direct. The vibe is implanted deep in rustic, acoustic and abstract folk meanderings, a river that runs deep underground and into the vast ocean of the world at large. There is a purity to it all. I wonder how music like this can subvert so many elements of prediction and remain wholly other, wholly unique. Like “Don’t Worry Mother” on Shimmering Moods by Ojerum released recently, this sound art carries with it ghosts of the past, specters that, fundamentally, sound as if their spirits have been set free from the coma-tense. An utterly spellbinding release, and one that I want to return to for rest.

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“Maps of reason” in Rockerilla

Due viaggiatori alla scoperta di un mondo ancora non del tutto svelato. Alle spalle del loro vagare si formano lunghe scie di suono, attimi colmi di immensità elettro-acustica che rilasciano luminescenti sostanze visibili a chilometri di distanza. A vederle dall’alto formano un accogliente vibrante reticolato lungo quanto il tempo di un sorriso, quanto basta per abbandonarsi privi di barriere, distesi sull’onda continua e profonda di un suono che produce languore e crea ipnotica dipendenza. Un viaggio iniziato nel 2012, quello dei ToC, un tragitto nel cuore del suono che continua a stupire per la sua superba bellezza. SEGUITE LE MAPPE!

Mirco Salvadori

“There Is A Flaw In My Iris” in Beach Sloth

A unique rustic charm informs the entirety of øjeRum’s “There Is A Flaw In My Iris”. Blurred beauty emerges from the intersection of folk and ambience. The beauty of the album comes from its patience. Nothing ever feels rushes for the whole of it explores gorgeous melodies and careful gestures. Outright soothing the many layers interact in such tender ways ensuring that all of it simply shines. Songs play off each other making it all feel akin to a grand journey. Usage of a deliberate sonic palette further adds to its majesty.

Unspooling with such luxury “Mist” opens the album up on a high note. Vocals add to the surreal temperament with the echoes of “Il y a” for it all gently wafts up into the sky. Great restraint is shown on the immersive “Tonerum” easily the highlight of the album. Full of mystery the various effects give the whole of the album an elusive quality. Blissed-out electronics work wonders on the meditative “When”. Guitar tones ring out into such wide spaces on “Picture” where øjeRum occasionally touches upon Bonnie ‘Prince’ Billy with his articulate lyricism. Wisps hover up into the air on the spacious scope of “Matka”. Sprawling and lush, “Pristine” has a toy-box melody quality to it, ensuring that the acoustic and electronic merge together.

On “There Is A Flaw In My Iris” øjeRum goes for an ornate lovely world, one that has such dreamy hues.

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“Maps of Reason” in Drifting, Almost Falling

https://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/v=2/album=2907080919/size=large/bgcol=ffffff/linkcol=0687f5/tracklist=false/artwork=small/

Krysalisound was started by Sound Artist Francis M Gri in 2010 to release his own works. He opened it up to other artists in 2016 and has released works from the likes of øjeRum, Hirotaka Shirotsubaki, James A. McDermid and Drawing Virtual Gardens amongst others. It’s this last artist that is the link to Tropic […]

via Tropic Of Coldness – Maps of Reason. — Drifting , Almost Falling.

“Maps of reason” in Ver Sacrum

Non conoscevo Tropic Of Coldness, un duo formato da David Gutmann – chitarrista americano attivo a Bruxelles con il suo progetto electro-experimental Drawing Virtual Gardens – e da Giovanni La Placa, membro dei Fuji Apple Worship. E proprio a Bruxelles, nel 2011, i 2 hanno deciso di unire la forze formando Tropic Of Coldness. Hanno alle spalle diversi concerti tenuti in città come Bruxelles, Londra, Parigi, Berlino e Vienna e hanno pubblicato 4 dischi per etichette di nicchia come Organic Industries, Shimmering Moods e Glacial Movements. Ora la Krysalisound rende disponibile il nuovo lavoro del duo intitolato Maps Of Reason. Dico subito che ci troviamo di fronte ad un disco che farà la gioia di quanti amano l’ambient classica di Brian Eno e Harold Budd. Questa non è vuota new age per supermercati ma musica profonda che vi condurrà in uno stato di quiete immergendovi in un’atmosfera siderale. E’ musica di gran classe e molto raffinata piena di buone vibrazioni e di pulsazioni cosmiche. Lo spazio circostante viene riempito dalle noti tenui ed eteree prodotte da David e Giovanni creando un effetto ipnotico e facendo risvegliare antiche memorie sepolte nel nostro inconscio. Durante l’ascolto la memoria è andata anche ad un altro grande artista proveniente proprio dal Belgio ovvero Dirk Serries aka Vidna Obmana. Mi riferisco, in particolare, alla sua prima produzione rappresnetata da dischi come la trilogia Passage In BeautyShadowing In Sorrow ed Ending Mirage. In ogni caso la Krysalisound si conferma, in questo momento, una delle etichette migliori del genere. Maps Of Reason. Disponibile in vinile e anche nella versione digitale. Al momento su Bandcamp è possibile ascoltare una traccia al seguente link: https://krysalisound.bandcamp.com/album/maps-of-reason.

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