Darkroom Magazine

Se nella scena nazionale c’è un artista che segue solo il proprio cuore, aprendolo realmente al resto del mondo attraverso le sue creazioni sonore, quello è Francis M. Gri, compositore e strumentista di rara sensibilità che abbiamo imparato a conoscere non solo per i suoi lontani trascorsi nella prima incarnazione degli splendidi All My Faith Lost…, ma anche e soprattutto per magnifici progetti come Apart e Revglow. Mai ligio ad alcun trend, né legato ad alcuna precisa corrente stilistica, il Nostro sa parlare dritto all’anima con le note, e poco importa se stia imbracciando una chitarra, piuttosto che pigiando sui tasti di un piano o di una tastiera, o – perché no? – di un PC… È (relativamente) facile comunicare attraverso parole che divengono canto; al contrario, non è da tutti mettere le proprie capacità al servizio di una espressività strumentale che sfocia nell’intimismo più profondo, in un viaggio vissuto sulle ali delle emozioni, delle sensazioni, di istantanee che si fissano nella mente senza più lasciarla, di ricordi che sbiadiscono ma non svaniscono… A differenza di Revglow (dove il contributo della singer Lilium è determinante) e di Apart (dove sopravvivono momenti in cui le vocals completano l’opera), non vi sono voci di alcun tipo ad animare le composizioni: solo quella interiore del suo creatore, che con le sue note intrecciate con estrema naturalezza esprime più di quanto mille parole saprebbero fare. Dopo il mini acustico “Home” del 2011, Francis sancisce la solidità della sua impresa solista con questa prima fatica sulla lunga distanza, legata a doppio filo al racconto breve incluso nella pregiata confezione digifile cartonata (destinata a diventare un marchio di fabbrica per la Krysalisound, a quanto pare), per un’esperienza da vivere simultaneamente sul piano uditivo e dalla prospettiva del lettore. Anziché abusare di etichette come ‘ambient’ ed associarle a diciture quali ‘dream’ o ‘shoegaze’, preferiamo raccontarvi di un suono squisitamente notturno, coi crismi della colonna sonora, raffinato negli arrangiamenti, suadente ed avvolgente nel suo incedere ben fornito di un groove tutto da gustare, eppure sempre così intimo, ipnotico, magnetico e sofficemente vibrante, arioso nel far librare melodie che toccano nel profondo e non si dimenticano… Trame che non possono lasciare indifferenti i cuori più sensibili, anche se in realtà nessuno dovrebbe rimanere impassibile di fronte ad autentiche gemme come la sospesa “Elements”, l’intensa “Connections” e la delicatissima carezza notturna “Blue Desert”… Francis dà forma compiuta alla sua Arte sonora come un pittore dipinge il suo quadro migliore o un poeta declama le sue liriche più appassionate, ed un disco come questo ha tutto quel che serve (compresa la qualità della resa sonora, che saggiamente non eccede in un perfezionismo che rischierebbe di limitare il pathos) per colpire chiunque sappia godere della bellezza di un suono che dipinge immagini e scenari con assoluta efficacia. Così come assolutamente efficace si rivela il doppio sforzo strumentale e letterario, che eleva un concept artistico tutto da scoprire ed assaporare volta dopo volta, lasciando che ispiri emozioni e visioni. Ed è quello che vi consigliamo di fare: lavori di cotanto spessore emotivo ed artistico non escono tutti i giorni.

Link:
http://www.darkroom-magazine.it/ita/108/Recensione.php?r=2521

From Music Blog “Crampi2”

Avevamo lasciato Francis M. Gri con “9th Crysalis”, affascinante primo lavoro per per il progetto Revglow; lo ritroviamo ora per questa nuova avventura solista, nel segno di quell’impronta sperimentale che ne ha sempre caratterizzato lo stile.
La città dei sognatori fantasma: quella che, nel breve racconto che allegato al disco lo introduce, è quella in cui il protagonista si ritrova a girare; una città improvvisamente abbandonata da tutti, alla ricerca di un modo di ‘un’altra vita’, come canterebbe Battiato.
Nove tracce, interamente strumentali, nel segno di un’efficace mix di acustica ed elettronica pronto di volta in volta a cambiare veste: da avvolgenti battiti ipnotici a tessiture chitarristiche dalla consistenza setosa, da rarefazioni che sfiorano l’ambient a momenti all’insegna di una saturazione che rasenta lo shoegaze, da suggestioni sognanti ad accennate derive psichedeliche, fino a parentesi in cui a prendere le redini della situazione è un piano dai tratti impressionisti.
Un viaggio che affascina, a tratti seduce, spesso avvolge l’ascoltatore in modo quasi rassicurante, per un disco efficace in cui Francis M. Gri mostra nuovamente di avere parecchie frecce ancora da scoccare.

Ghost Dreamers Town – Chapter 1

A little extract of the first chapter included in the KS Packaging of “Ghost Dreamers Town”.

Italian Version (Original)

“Tempo fa un vecchio signore raccontò ad un suo amico del satellite Titano descrivendo la pioggia di quel luogo lontano come una delle più belle meraviglie che la natura potesse regalare. Grazie alla sua atmosfera simile alla nostra ma più densa perché fatta di metano, disse, le gocce cadono a terra lentamente, perfettamente sferiche come perle liquide. Pioggia di mercurio pensai. Senza interessarmi del fatto che quel signore avesse potuto inventare ogni singola parola della storia rimasi talmente affascinato ed incantato da quella fotografia mentale che ancor oggi sogno di vivere prima o poi quello spettacolo travolgente….anche adesso che sono rimasto solo e, forse, l’ultimo sognatore di questo mondo. Le giornate ormai scorrono monotone e il senso del tempo non esiste più da quando anche l’orologio del campanile si é fermato. Tutto da quel giorno é immobile. Il calendario in cucina é fermo a quella data, paralizzato come me, nuvola senza vento che non vuole dimenticare. 18 settembre 2016. L’inizio di tutto. E la fine di tutto. Raccontare una storia nell’indifferenza mi conforta perché se ci fosse qualcuno ad ascoltare mi prenderebbe sicuramente per pazzo. Ormai la gente mi fa paura, preferisco il silenzio e la solitudine. Eppure una volta non era così… La persone erano in continuo movimento, un flusso ritmico di gente che usciva ed entrava da edifici di ogni dimensione ed età, la metropolitana spezzava in diagonale le armonie delle vecchie strade, rivoli di fumo uscivano dai camini delle timide abitazioni. File di case identiche descrivevano per centinaia di metri gli stessi gesti, come se l’ultima volesse in qualche modo imparare dalla prima, creando un gioco di rassicurante dilatazione. Ed in questo quadro dalle tinte seppia noi eravamo i passeggeri urbani, elementi unici che sapevano far risuonare la città in tutta la sua bellezza. Un pianoforte senza corde é muto e noi eravamo quelle corde. La Città dei Sognatori, così la chiamavano. “

English Version (Kindly translated by Lisa Moletta)

“Time ago an elderly man told his friend about the satellite Titanium, describing the rain in that faraday place as one of the most beautiful wonders that nature could give us. “Thanks to its atmosphere which is similar to ours but denser since it contains methane”, he said,” the perfectly spherical drops, like liquid pearls, fall slowly to the ground”. Drops of mercury, I thought. Without bothering whether the man could have invented every single word of the story, I was so fascinated and enchanted by the mental picture that I still dream of eventually experiencing that breathtaking show …even now that I’m alone and, perhaps, the last dreamer in this world. Now the days monotonously pass me by and the sense of time no longer exists ever since the bell tower clock stopped. Everything since that day has been motionless. The calendar in the kitchen still marks that day, paralyzed just like me, a cloud with no wind that just won’t forget. 18th September 2016. The beginning of it all. And the end of it all. Telling a story with a note of indifference comforts me because if someone had to listen to me they would surely think me crazy. At this point people scare me. I prefer silence and solitude. Yet it wasn’t so time ago… People were always on the go, a rhythmic flow of people who came and went from buildings of every shape, size and age. The subway would diagonally break the harmony of the old roads, streams of smoke would flow out of the chimneys of humble homes. Rows of identical houses would describe the same gestures for hundreds of metres, as though the last would want to learn from the first, thereby creating a reassuring game of expansion. And in this picture of various shades of grey we were the urban passengers, unique elements which knew how to make the city sound in all her beauty. A piano with no chords is soundless and we were the chords. The City of Dreamers, so they called it.”

KriStmas Special Offer

From today December 23th to January 6th there will be a special offer for you: Francis M. Gri “Ghost Dreamers Town” + Revglow “9th Chrysalis” at 12 Euros shipping costs included! Delivers will start on 7th. Happy Holidays and….Spread the word!!!

Da oggi 23 dicembre al 6 di gennaio potrai scegliere una offerta speciale: Francis M. Gri “Ghost Dreamers Town” + Revglow “9th Chrysalis” a 12 Euro, spese di spedizione incluse. Le spedizioni partono dal 7 gennaio. Buone feste e….spargi la voce!

 

KS Packaging

What is KS Packaging? It is the new KrysaliSound standard packaging born for releasing “Ghost Dreamers Town” and for all new future albums. The idea is to go out of the circle and to create and handmade packaging for buyers just on demand. In these last years in which digital albums are coming to be stronger we are happy to introduce this simple alternative with recycled paper, old style photographs and poetic words. Easy but elegant….and with a price (including shipping costs) cheap as the iTunes costs…so up to you! 🙂

Cos’è il KS Packaging? E’ il nuovo formato packaging nato nel 2012 per l’uscita di “Ghost Dreamers Town” e che sarà il formato standard per tutti i prossimi album realizzati da KrysaliSound. L’idea è quella di uscire dalla massa, lontano dalle fredde stamperie, e creare un pacchetto handmade su richiesta per chiunque fosse interessato ad acquistare il Cd. In questi ultimi anni i Cd si comprano sempre di meno…e noi siamp felici di presentare una semplice alternativa al digitale con carta riciclata, fotografie vintage e poesia. Semplice ma elegante…..e ad un prezzo molto vicino a quello di iTunes (costi di spedizione inclusi)…a voi la scelta! 🙂
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Rockerilla

Recensione scritta da Mirco Salvadori e pubblicata sul numero di dicembre di Rockerilla:

“Quello di Francis M Gri è un lavoro che ben sarebbe figurato tra le uscite discografiche 4AD dei tempi d’oro. Prendo un nome a caso, i Dif Juz e non perchè le sonorità siano le stesse, anche se in qualche passaggio arrivano echi, ma perchè all’interno di Ghost Dreamers Towns si respira aria di libertà musicale, la stessa che si respirava ascoltando Alan Curtis & Co. in un periodo nel quale le regole dettate dalla moda darkeggiante erano estremamente rigide. Nel suo ultimo lavoro l’ex ‘All My Faith Lost’ libera la sua espressività e riesce ad andare oltre le semplici etichettature creando contenuti sonori di indubbia bellezza. Suoni in bilico tra l’introspezione ed una visionarietà romantica che ha deciso di uscire dalla penombra per mostrare la sua reale natura fatta di cemento, nebbia, vie deserte abitate esclusivamente da fantasmi che ancora sanno sognare. Un luogo di quiete dove riunire tutti le proprie sensazioni trasformandole in suoni che profumano di ricordi mai totalmente dimenticati. ‘Quiet Place’ lì dove i Breathless incontrano i Cure in un tiepido pomeriggio autunnale del 2012. ‘Urban Passengers’, un volo barocco ammantato di elettronica. ‘Gloom’, dialogo senza pari tra chitarra e pianoforte. ‘Run Escape’, degno del miglior Vini Reilly. DISCO DI IMPAREGGIABILE E DELICATA BELTA’.”

Grazie di cuore!