Petals – the words

Testo in italiano:

Peso il tempo bruciato
sulla bilancia che mi
hai regalato.
Cenere che prende forma
in delusioni e tristezza…
Dove sono le tue speranze?

Vola il pensiero che dice
di spaccare quest’armatura
fatta di piccoli mattoni neri
Volo con questa voglia di correre
senza ricordare chi ero ieri…

Il fango é ormai diventato argilla
petali che ormai posso lasciare
cadere, foglie morte che mi hai aiutato
a svestire, lacrime che senza te mi
avrebbero affogato…e nel correggere
stonate direzioni sento la melodia
della mia anima finalmente nuda…

Vola il pensiero che dice
di spaccare quest’armatura
fatta di piccoli mattoni neri
Volo con questa voglia di correre
senza ricordare chi ero ieri…

English version:

I measure the wasted time
on the scales you
gave me.
Ashes that become
disappointment and sorrow…
Where has your hope gone?

My thoughts take flight
to break through this armor
of small black bricks
I fly with the desire to run
without recalling who I used to be…

The mud has become clay by now
petals which I can now let
fall, dead leaves which have helped me
to undress, tears which without you
would have drowned me …and while adjusting
an off pitch I can hear the melody
of my soul finally naked…

My thoughts take flight
to break through this armor
of small black bricks
I fly with the desire to run
without recalling who I used to be…

(Translated by Lisa Moletta)

Intervista | Darkroom Magazine

“Da queste pagine abbiamo seguito da vicino e a fondo gli sviluppi delle carriere discografiche di molti artisti, e così è stato anche per il nostro connazionale Francis M. Gri, musicista i cui trascorsi affondano fino alla prima incarnazione di una band che ha tenuto alto il buon nome della scena musicale italiana come gli All My Faith Lost…, e che in seguito ha sviluppato prevalentemente in solitaria il proprio estro creativo. Con progetti come Apart prima e Revglow poi, quest’ultimo in compagnia della cantante Lilium, nonché con la creazione di una propria etichetta ad hoc come la Krysalisound, il Nostro ci ha regalato momenti di grande spessore artistico, intrisi della passione che anima la scrittura di un musicista così sensibile ed espressivo. Aspettando il nuovo capitolo a firma Revglow, Francis ha realizzato “Ghost Dreamers Town”, prima opera firmata col proprio nome dal Nostro, che attraverso le note e senza l’ausilio di voci riesce nuovamente a comunicare direttamente con le corde dell’anima in maniera chiara ed efficace, grazie ad una natura filmica che richiama alla mente un intero mondo di immagini, strettamente legate al racconto che l’autore ha scritto per accompagnare l’album. L’occasione giusta per tornare a parlare del microcosmo artistico di Francis, il quale ha cordialmente risposto alle nostre domande, facendo il punto sulle proprie molteplici attività…” Leggi il resto qui

Grazie infinite Roberto!

 

The concept of “Sound post Tension”

Può una cicatrice diventare farfalla?
La cicatrice è simbolo di dolore racchiuso in due punti, inizio e fine. Sound post è la parola anglosassone che da il nome alla parte vitale del violoncello che in italiano viene chiamato “anima”: l’anima del violoncello è un cilindro di legno che si appoggia tra tavola armonica e fondo dando il timbro, la voce, allo strumento. Il peso dell’anima si può misurare nella profondità dei nostri passi che affondano nella sabbia.
Guardo l’oceano avanzare e ritirarsi cancellando le impronte ed accarezzo il delicato silenzio della pace…il coro dei gabbiani colora l’orizzonte con pennellate di bianco, petali di libertà che cadono a terra senza lasciare segni. Non è questa la giornata perfetta per colorare il tuo spirito come hai sempre desiderato?
Stranieri figli di questo teatro fantasma camminano con in mano quadri bianchi, autoritratti sbiaditi del loro intimo senso di esistere. Vorrei vedere il mio, penso, ma sento comprimere il mio torace fatto di pochi respiri dorati…ed allora ascolto il mio corpo affondare. Millimetri che diventano centimetri, graduale assenza di gravità derisa dal cielo che non mi lascia dormire. Afferro con le mani i due lati opposti della mia anima ed ascolto il suono pulsare, melodie che volano come ansia che vuole trasformarsi da crisalide a farfalla. E in attesa dell’attimo tra esplosione e rinascita chiudo gli occhi e trattengo il respiro…

Leonard’s Lair Music Review

The KrysaliSound label is chiefly noteworthy not for its vast array of artists but the fact that all of its projects are helmed by one man, that artist being Francis M. Gri from Italy. The second album in his own name, ‘Ghost Dreamers Town’, appears to be an outlet for his ambient/post-rock direction but its subtly seductive charms ensure it is far deeper than any vanity affair.

‘Urban Passengers’ plays on repeated themes of steady electronic pulses, stately keyboard melodies and a general air of ennui. Levels of tension are gradually built up during the track’s nine minute length; making it a good appetiser for what is to follow. In contrast, the superb ‘Elements’ possesses a sense of urgency as soon as it begins; resembling a high speed train journey through European cities. There’s a lovely mix of piano keys and Cocteau Twins-like layers of etherealism on the graceful ‘Blue Desert’ and ‘Quiet Place’ does a decent job of recalling Joy Division’s ‘Atmosphere’ but most stunning of all is ‘Run Escape’ which bolts dreampop melody on to a relentless rhythmic undertow.

The tendency with instrumental albums is that they can drift in to aural wallpaper and by clocking in at just under an hour, this record was in danger of falling into that familiar trap. Fortunately for us, Gri’s journey through ‘Ghost Dreamers Town’ is a deliciously melodic, flowing set of pieces which evoke, relax and inspire in equal measure.

Link: http://leonardslair.wordpress.com/

revglow – 27

The new record “27” anticipates the forthcoming album Sound Post Tension. The album is still work in progress and probably will be released in the second half of 2013. We are working accurately to be proud of this third album and “27” can represent the symbol of the sounds we are looking for…Go further…

Sigur Ros – Milano 19-02-2013

Quando la musica taglia in diagonale i generi.
I Sigur Ros sono sicuramente uno di quei gruppi e il concerto di ieri ne è l’esempio lampante. Iniziare a suonare rinchiusi in un acquario fatto di tele lasciando alle sole ombre ed ai giochi di luce accompagnare la loro musica non è da tutti. Poi il sipario sale e rimangono loro ed uno spettacolo visual da brivido.
Jonsi è uno di quei cantanti con il dono di cantare meglio dal vivo che da disco, ma è tutta la band a regalare emozioni e sogni con le loro canzoni supportati anche da un lavoro audio alla regia notevole ed impeccabile.
Rispetto al concerto all’Arena Civica di qualche anno fa il mood è meno arioso ma molto più intenso ed i brani proposti vanno da ( ) a Takk, Agaetis Byrjun, Valtari e il doppio Ep Hvarf / Heim. Da sottolineare una manciata di brani nuovi che lasciano immaginare ad un prossimo album più ritmato ed elettronico.
In due ore di musica hanno saputo essere emozionanti, onirici, psichedelici, rock, poeti e pittori…
La conclusiva traccia 8 di ( ) chiude il bis ed il concerto lasciandomi in bocca il gusto di uno dei concerti più belli tra tutti quelli visti nella mia vita. Stupendo.

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