“Segmenti” in Fluid Radio

‘Segmenti” starts well… a wind tunnel of drone life in lieu to the swirls of atmosphere on ‘Faglie’. Enter choral singing in this networking site, a bubble of conditional bucolic behaviour that paradoxes anhedonia (the inability to experience pleasure). ‘Segmenti’ is an LP of drone-fugue, a ligonier point beyond sacred realms where repetition and oblivion can play equal hands with mirth and absolution. The angelic harmonies lift everything above dirge-y vinyl platter, and for this reason the record succeeds in its instrumental leverage as a beacon for the wounded. Dreamy textures pad out the soundscapes, and like ‘Colonne Di Fumo’ by Federico Mosconi before it, sound waves are therapeutic.Texturally, plenty evolves through anti-destruction swirls. It could hence be argued swirling textures are a bedrock of ambient music when things are going good. Closing piece ‘Divisi’ is a generative swirl with a will ‘o the wisp chant wit, an allegory of stretched out phonetic alliteration that layers over each note like a blanket for a newborn infant. In this descriptive nature, the album is probably the most child and adolescent-friendly ambient record by the KrysaliSound label for some time… their last few were darker than this in general, more nascent, hazy experiences. Given room to stretch out in less cluster and more monolith behaviour in relation to linear and cosine drones, we have this, a fine album.

Highly recommended music, a joy to listen to, ‘Segmenti’ is felt in the chest when it climaxes and ebbs away. And although the music is powerful, it is never too powerful on your mental operating system. It’s quite contemplative, too. Like the best contemplation, there is a constant glimmer of hope offset by austerity natural in neutrality. The sound feels noble, feels likeable, instantly. You enter the ‘Segmenti… you enter infinity.

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“Colonne di fumo” in Fardrock

Etichetta: Krysalisound Tracce: 8 – Durata: 51:00 Genere: Elettronica, Ambient Sito: Facebook – Krysalisound Voto: 8/10 Federico Mosconi è un chitarrista che, col suo strumento, si muove in ambiti diversissimi (dal barocco al pop) riuscendo nell’arduo e nobile compito di apparire sempre riconoscibile. Appassionato di sound design e di elettronica, con la chitarra si spinge spesso […]

via Federico Mosconi | Colonne di fumo — FARDROCK

“Federico Mosconi è un chitarrista che, col suo strumento, si muove in ambiti diversissimi  (dal barocco al pop) riuscendo nell’arduo e nobile compito di apparire sempre riconoscibile.

Appassionato di sound design e di elettronica, con la chitarra si spinge spesso nei meandri della sperimentazione, snaturalizzando le sonorità originali delle sei corde in favore di lavori di evocativo splendore.
Così le otto tracce del suo nuovo Colonne di fumo si muovono lievi richiamando, proprio come il titolo suggerisce, i disegni improvvisi e incontrollabili concepiti dal fumo quando si espande in riccioli, anelli, fitte nebbie o colonne, diventando autore inconsapevole di un universo impalpabile che ambisce a ricollocare l’anima nei ripostigli più rassicuranti, quand’anche attraversati da una apparente inquietudine.
I brani hanno titoli evocativi, tra l’onirico e lo specifico tecnico, e richiamano l’attenzione sul tempo e il suo valore (Il tempo regalato), sulle tecniche di composizione (Basso continuo con respiro) fino a momenti di autobiografia (La voce di un ricordo che si allontana).
Mosconi sperimenta a azzarda ma non si allontana mai dalla sua natura di musicista e sebbene appaiano sorrette da lievi aneliti di suono, le tracce del suo nuovo disco hanno la capacità di trasportarci in un mondo coinvolgente e talvolta organico nel quale ci si immerge con naturalezza.
Concedendo sensazioni nuove ad ogni ascolto, il disco dispensa privilegi emotivi sempre diversi che, proprio come succede alle forme astratte del fumo, cambiano consistenza per adeguarsi ai respiri e alle mutazioni delle nostre vite.”

“Colonne di fumo” & “He remembers…” in Rockerilla

FEDERICO MOSCONI – Colonne di Fumo

La scelta che ci si pone è difficile. Detta in parole povere, bisogna decidere se ascoltare ancora sonorità ambient o lasciar perdere un mondo che con difficoltà dona qualche nuova vibrazione all’ascolto. Parole dure, me ne rendo conto. Pensieri che filtrano perentori ogni volta si ascolta del suono profumato d’ambiente. Domanda difficile, dicevo prima, ancor più complicata quando a portela è una nuova release che contiene otto tracce di dilatata bellezza cosmica e perfetto equilibrio stilistico. Mosconi sa bene come creare benessere ed attrarre l’ascoltatore. Lasciamo le decisioni attendere, mentre le colonne di fumo silenziose raggiungono il cielo assieme al nostro ascolto. IM-POSSIBILI RINUNCE.
Mirco Salvadori

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OJERUM – He remembers there were gardens

La Jetée è un visionario cortometraggio del 1962, firmato da Christian Bouche-Villeneuve in arte Chris Marker. Attraverso le foto che compongono il suo procedere viene raccontato un futuro post-atomico nel quale si sviluppa una sorta di viaggio temporale usato più volte dal protagonista per incontrare una misteriosa sconosciuta. Una storia che ha ispirato il visual artist danese Paw Grabowski o meglio, il lato sonoro della sua personalità che prende il nome di ojeRum. Una suite di 30 minuti che si dipana lenta, nel continuo iterare di poche note d’organo che saturano l’ambiente con tenace e onirica presenza sintetica. In viaggio oltre una realtà sospesa, ancora sconosciuta, forse inesistente. PARTENZE.
Mirco Salvadori

“Segmenti” in Beach Sloth

Angelic with its heavenly hues, Giulio Aldinucci & Francis M. Gri deliver a synthesis of the real and the surreal with “Segmenti”. Utilizing field recordings to great effect the tasteful way that the duo works to let the sound evolve feels masterful. Without revealing too heavy a hand the duo lets the sound gracefully unfold in a bright and color fashion. Throughout the album, the duo allows for a great degree of flexibility, at some moments leading into almost a church-like choir, at others opting for a more industrial vibe. By letting so many styles into the mix the sound feels akin to being constantly in flux.By far the highlight of the album comes with the opener “Faglie”. From mere whispers the sound grows ever louder and more powerful. Wordless vocals come front and center into the shimmering sea of sound. Gradually the duo works to make this truly expand into the infinite. Eventually this all fades away revealing a glorious soothing drone which closes out the piece. Much more contemplative in tone is the careful arrangement of “Remnants” where the sound has such a gentle breezy feeling to it. With “Magma” the duo delves into a tragic sound, for the layers of distortion give the song a kind of tension. Slowly but surely this initial aggression is whittled away revealing the beauty beneath the blurred bursts of color. Commanding and rather stately with its powerful structure is the wall of sound approach of “Divisi” where everything comes together in such an elaborate manner.
Giulio Aldinucci & Francis M. Gri deliver a blissful world with “Segmenti”.

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“Colonne di fumo” in LostHighways

Sono passati tre anni dall’esordio di Federico Mosconi con Acquatinta, era il 2014. Quest’anno il musicista torna con un nuovo lavoro ancora più impalpabile, Colonne di fumo. Tinte fosche e atmosfera compatta si impongono immediatamente all’ascolto. Otto spire di fumo per otto brani. Notturno ha un incedere lento, si fa spazio in questo muro denso di lampi, bagliori, riverberi. Le cose opache sembrano muoversi a distanza, l’occhio non le distingue, mentre i rumorismi lacerano lentamente il sottosuolo. L’immagine riflessa è un ecosistema in fibrillazione che prende vita da indugi elettrici e da maree di synth che sovrastano il corpo fermo a terra.D’un tratto si apre una virgola di tensione narrativa, in Nel bosco ascolto i pensieri, le percussioni appena accennate riportano boati sincopati: c’è un microcosmo da sondare. La voce di un ricordo che si allontana apre un varco tra le spire di fumo che va a dipanarsi. La risacca sintetica di Detriti riavvolge un nastro invisibile, avvolge, tiene sugli spilli, non se ne vede comunque la fine.

Ambient, elettroacustica, metteteci tutte le etichette che volete, a messo che si possa connotare l’aria tradotta in suono.

KrysaliSound, un’etichetta italiana da considerare e da consultare spesso.

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