“Night’s Highest Noon” in Ondarock

La nuova proposta dell’etichetta italiana Krysali Sound è una tra le più anomale e ardite della sua lunga collezione. Il debutto del duo tedesco/polacco composto da Masaya Hijikata e Andrea Koch, a nome klās’tĭk, si allontana di molto dalle consuete sonorità ambient per addentrarsi in terreni che ricercano linguaggi musicali differenti. 
Gli elementi fondamentali sono sovrapposizioni vocali e ritmi percussivi su base elettronica e di archi. Un percorso tra antico e moderno in cui si è in contatto sia con la musica primitiva e le sonorità tribali (vedi Aktuala e Lino Capra Vaccina), sia con un drummingrapido e ultramoderno arricchito da voci aliene e cori sovrapposti figli del minimalismo. Ma un ulteriore fattore da tenere in considerazione, il meno noto ma probabilmente il più determinante, è quello vicino all’Oriente, la danza Butoh, danza contemporanea nata in Giappone negli anni 60. Il risultato finale è tutto sommato abbastanza omogeneo, con brani che spingono maggiormente in una direzione piuttosto che in un’altra. 
L’iniziale “Chauvet” che cita la famosa grotta, luogo dei primi esempi rimasti di arte preistorica, è un esempio di ritmi cangianti e canti sovraincisi entrambi al confine tra modernità e tribalismo, tra età della pietra e musica elettronica contemporanea. La title track “Night’s Highest Noon” è un inaudito collage di ritmi forsennati quasi breakcore, percussioni, basso, elettronica che si inseguono in un moto senza sosta, come per una perfetta colonna sonora dei balli psicotici Butoh. “Delle marianne” è ben più classico (i primi secondi ricordano vagamente il “Requiem” di Mozart) e approfondisce tematiche ambient/minimaliste à-la Philip Glass con voce e archi per cercare atmosfere allo stesso tempo oscure e vitali. “Regina Coeli” abbandona ogni aspetto antico per farci ritrovare in un tribalismo ultrafuturista, con versi di alieni e synth impazziti. 
Il complesso caleidoscopio di suoni e colori del progetto Klās’tĭk non puo certo lasciare indifferenti. Il rischio di non far coesistere in modo adeguato le tante idee e riproporre un mero collage era molto alto, ma è stato fortunatamente scongiurato.

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