“Stilhedens…” in Ondarock

L’arte del musicista e pittore danese Paw Grabowski (OjeRum) è inscindibilmente legata alle sue due forme espressive: le immagini e il suono. Dopo le precedenti cover raffiguranti volti compenetrati nei paesaggi, o ricostruiti tramite stralci di fotografie vecchie e nuove per ricreare la ferocia del tempo, non solo sui volti ma persino sugli oggetti che lo ritraggono, OjeRum ci regala una nuova potente immagine. Una sorta di “mente-mondo” che si apre verso l’Universo perdendosi in esso, probabilmente per testimoniare l’importanza e la grandezza dei pensieri umani, dei ragionamenti complessi e nobili, che sono senza dubbio il più grande “miracolo” creato dall’incontro di semplice materia, nonché la vera essenza di ogni singolo individuo.

E soffice come il pensiero solitario è il nuovo Lp “Stilhedens Strommen I Fuglenes Blod”, edito dall’etichetta italiana KrysaliSound di Francis M. Gri. Un solo brano di trenta minuti con un mood costante ricreato da chitarre acustiche e nastri preregistrati, di una semplicità spesso disarmante tra folk minimale e ambient. L’andamento evoca – senza mai modificarsi – i momenti riflessivi di chi è perso nei propri pensieri, non schiacciato dai caotici doveri o dai ruoli imposti dalla società che opprimono l’uomo moderno e che gli impediscono la serena ricerca della propria e più autentica essenza.

Vera musica per arredamento a dirla come Eno, musica che scompare nell’ambiente ma compenetrandosi in esso. Non musica per aeroporti moderni e caotici, ma semmai per spazi incontaminati, ormai ignoti o addirittura alieni alla società contemporanea, con accenni spirituali che sanno di nostalgia ma che possono essere intesi come denuncia di un modello di vita tanto frenetico da impedire a ogni uomo di diventare la “mente-mondo” della cover.
“Stilhedens Strommen I Fuglenes Blod” è soprattutto questo; un’idea, un abbozzo di pensieri che un domani potrebbero fungere da base per un nuovo lavoro più solido e compiuto.

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