Nuova collaborazione in casa KrisaliSound, stavolta tra Francis M. Gri – creatore dell’ottima etichetta italiana – e Giulio Aldinucci, due musicisti che abbiamo imparato ad apprezzare in svariate occasioni negli anni recenti, entrambi protagonisti di un 2016 incredibilmente ricco di soddisfazioni e di ottimi album (“Flow”, “Thisorder” e “Introspections” per Francis M. Gri, “Agoraphobia” e “Goccia” per Giulio Aldinucci).

“Segmenti” trova un punto d’incontro tra le precedenti esperienze dei due musicisti; le ricerche ambient con sovrapposizioni vocali, le melodie sussurrate e la continua ricerca di una spiritualità di Francis M. Gri si coniugano alla maggiore imponenza delle costruzioni sonore di Aldinucci, a quei muri elettronici fluidi ma impenetrabili, a volte persino carichi di un certo senso di magico e misterioso. È come se spiritualità ed esoterismo si incontrassero, come se la ricerca di pace e l’inquietudine esistenziale si scontrassero nel tentativo di trovare una sintesi.

Punto altissimo di “Segmenti” è il brano iniziale “Faglie”, quattordici minuti di sogni e speranze, di visioni celesti che trovano dopo il minuto 4.40 il culmine sublime dell’album (dove la parola sublime assume i connotati della pittura romantica di Caspar David Friedrich o William Turner). I cori femminili della straordinaria cantante Lilium e le note di un piano filtrato trovano una sintesi che rende quei minuti trascendentali e ipnotici, quasi provenienti da suoni non appartenenti a questo mondo. Se per adesso l’anima di Francis M. Gri è più presente, nei brani successivi sembra che Aldinucci prenda il sopravvento, come in un crescendo impetuoso e continuo dalla spiritualità all’inquietudine. 
La breve “Remnants” è costruita su synth e piano, ma la strada continua perigliosa con i successivi “Magma”, inizialmente quasi cageana nelle sue poche note di piano per poi essere sommersa da venti elettronici e da impalpabili chitarre. L’imponenza aumenta sempre più sino ad “Anchor”, che fa coesistere magniloquenza e fragilità, e i nuovi quattordici minuti della finale “Divisi”, cinematica nell’incedere, a tratti caotica e persino intimorente nella sua potenza, che si conclude in un finale etereo e poetico; l’elemento spirituale, non religioso, che aveva dato l’abbrivio a “Segmenti” prende il sopravvento e ci porta per mano alla fine del viaggio.
Link