“Colonne di fumo” in LostHighways

Sono passati tre anni dall’esordio di Federico Mosconi con Acquatinta, era il 2014. Quest’anno il musicista torna con un nuovo lavoro ancora più impalpabile, Colonne di fumo. Tinte fosche e atmosfera compatta si impongono immediatamente all’ascolto. Otto spire di fumo per otto brani. Notturno ha un incedere lento, si fa spazio in questo muro denso di lampi, bagliori, riverberi. Le cose opache sembrano muoversi a distanza, l’occhio non le distingue, mentre i rumorismi lacerano lentamente il sottosuolo. L’immagine riflessa è un ecosistema in fibrillazione che prende vita da indugi elettrici e da maree di synth che sovrastano il corpo fermo a terra.D’un tratto si apre una virgola di tensione narrativa, in Nel bosco ascolto i pensieri, le percussioni appena accennate riportano boati sincopati: c’è un microcosmo da sondare. La voce di un ricordo che si allontana apre un varco tra le spire di fumo che va a dipanarsi. La risacca sintetica di Detriti riavvolge un nastro invisibile, avvolge, tiene sugli spilli, non se ne vede comunque la fine.

Ambient, elettroacustica, metteteci tutte le etichette che volete, a messo che si possa connotare l’aria tradotta in suono.

KrysaliSound, un’etichetta italiana da considerare e da consultare spesso.

Link