“He remembers there were gardens” in Ondarock

Dopo il sorprendente Lp “Vaev” del 2016, che aveva lasciato il segno per la sua semplicità e per i delicatissimi flussi ipnotico-psichedelici, il musicista danese Paw Grabowski – alias Ojerum – torna, grazie all’etichetta italiana Krysalisound capitanata da Francis M. Gri, con un nuovo lavoro che era già stato registrato nel 2013 ma che solo adesso viene distribuito.

Grabowski decide di creare una colonna sonora ideale del cortometraggio fotografico francese “La Jetée” del 1962, esempio di cinema sperimentale che sta a metà tra fantascienza, poesia e psicologia, segnato dalla vivissima paura – tipica dell’epoca – di un conflitto atomico. La musica scarna e ripetitiva di Grabowski si adatta bene al racconto psicologico del regista Chris Marker. È una semplicità persino superiore a “Vaev“; un unico brano di quasi trenta minuti caratterizzato da continui, ma sempre uguali a se stessi, impulsi che variano di forza e intensità.

Le variazioni sempre costanti simulano una sorta di respiro, dato dall’incedere dell’organo, vitale ma stanco e affannato; un cullarsi continuo all’interno della tragica ambientazione post-atomica del film, un navigare con la mente tra ceneri e piogge radioattive, sospesi in un limbo a metà tra la fine immanente dell’umanità e i ricordi ancora vividi di una vita felice e di luoghi nei quali, come si evince dal titolo, una volta erano presenti giardini.

Ma nonostante le premesse “He Remembers There Were Gardens” rimane un piccolo e meritevole esperimento elettroacustico, in parte penalizzato dall’eccessiva ripetitività e dalla lunghezza legata al film più che a effettive variazioni sonore. Tra i meriti di Grabowski non è comunque indifferente la riscoperta di pagine poco note del cinema sperimentale europeo, in particolare quelle pellicole post-atomiche troppo spesso relegate nel cinema di genere.

Link