“Flow” in Ondarock

La carriera musicale di Francis M. Gri continua con grande prolificità e una sorprendente capacità di evoluzione e cambiamento. In questo 2016 è già al terzo album, dopo il progetto LYEF e il nuovo album della sua formazione storica dei Revglow. “Flow” è il suo quarto lavoro solista dopo “Home” (2011), “Ghost Dreamers Town” (2012) e “Dreamers Stories” (2014).
“Flow” segna una prova di grande prestigio per il musicista italo-svizzero capace di creare un’affascinante tessitura di ambient elettroacustico intimo e suggestivo. Sette brani che rappresentano un flusso minimale continuo di sentimenti ed emozioni. Un lavoro che ha nell’essenzialità la sua forza, nella semplicità la sua cifra. Delicatissimi arpeggi di chitarra, ancor più eterei di quelli dei Balmorhea, synth e note di piano appena sussurrate. Sorprende la ricerca continua del dettaglio sonoro, dei timbri giusti e dei suoni adatti per ogni brano; la semplicità, in questo caso, è sinonimo di precisione maniacale e quindi di grande complessità.
Le doti introspettive dell’autore in brani come “Swell” – undici minuti dilatati con sole pochissime note di piano a infrangere il sottofondo di synth – o “Morning” – tanto eterea da rasentare l’incosistenza di un sogno, a metà tra Popol Vuh e Sigur Ros – sono notevolissime. Come anche l’ingresso della chitarra acustica (“Flutter”, “Low”) non fa perdere nulla del moodprecedente. “Memories”, interamente elettronica, rappresenta perfettamente semplicità e ricercatezza, un’ermetica poesia sintetica con potenzialità cinematiche; “Time” scandisce il battito del tempo grazie a leggerissimi ritmi dub. I dieci minuti di “Stiil Rain” chiudono con atmosfere autunnali e riflessive.
“Flow” è il lavoro più minimale mai prodotto da Francis M. Gri ed è, al momento, quello più maturo e compiuto, vera perla dell’elettroacustica contemporanea.

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