“Thisorder” in Darkroom

Tre anni dopo il gioiello “Sound Post Tension”, Francis M. Gri e la cantante Lilium tornano con la quarta fatica del progetto Revglow, come sempre curata in proprio attraverso la KrysaliSound e racchiusa in una gradevolissima confezione fuori dagli schemi. E dagli schemi si tiene ben lontana soprattutto la musica del duo italico, che in questo nuovo capitolo si fa ancor più intima e personale nel raccontare quei disordini mentali con cui lo stesso titolo ‘gioca’. Fra melodie sfuggenti, glitch, piano ed ambientazioni dal taglio filmico si muove la voce della sempre più brava Lilium, che usa le proprie corde vocali alla stregua di uno strumento per riempire gli interstizi con un approccio genuinamente sperimentale, sempre con la piena consapevolezza delle emozioni da convogliare nei vari passaggi e nel più totale controllo delle applicazioni pratiche. La sottigliezza dream-pop degli otto brani che compongono l’album è davvero esemplare, a testimonianza di come non servano mille orpelli per delineare le visioni e catturare il pathos che stanno alla base del processo creativo. Il risultato è un disco che seduce e culla l’ascoltatore col suo appassionante intimismo, schiudendo sfaccettature che necessiteranno di più ascolti per venire debitamente assorbite: dai microglitch dell’umbratile opener “Bleeding” alle suadenti sovrapposizioni della conclusiva “Zero”, passando per le vibranti oscillazioni di “Vacuum”, la concitazione ‘educata’ e groovy di “Celebrate”, il retrogusto etnico di “Deep”, la pulsante “Panic”, l’intensa “Innocence Killer” ed una “Weapon” dai crismi quasi ‘orecchiabili’, il viaggio si rivelerà tanto emotivamente forte quanto maledettamente autentico nel narrare le proprie storie. Non un percorso ‘in discesa’ né un’opera destinata al mero ascolto, bensì uno spaccato emozionale con cui fare i conti nel proprio intimo, abbracciandone la bellezza intrinseca e la passione inequivocabilmente profusa dai suoi creatori.

Roberto Alessandro Filippozzi

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