Sempre più spesso capita di sentir dire che il nostro è un periodo arido di novità musicali ma in realtà penso sia solo più complicato trovare dell’originalità nella marea di musica in cui siamo sommersi ogni giorno. Si potrebbero aprire moltissime parentesi a riguardo ma preferirei capovolgere l’argomento parlando invece di come venga ascoltata la musica oggi. Credo che con l’avvento dell’era digitale si sia progressivamente persa l’abitudine di ascoltare con attenzione critica. Il formato in se non ha colpa, moltissima invece l’utilizzo che se n’è fatto. Nell’arco di un decennio l’uomo è stato capace d’impoverire il valore prezioso e unico della musica rendendola merce fruibile “usa e getta”. Oramai associare la parola “musica” a “gratuito” è diventato di uso comune, quasi stupisce dover pagare per ascoltarla. Immaginate ora di andare nei migliori ristoranti per gustare il vostro piatto preferito e uscire senza pagare il conto. Fatelo per anni. Cosa porterebbe a lungo andare? Pancia piena e ristoranti rimpiazzati dai fast food. Questo ė proprio ciò che sta accadendo alla musica. Hard-disk colmi di mp3 e sempre meno attenzione ai singoli album, che invece andrebbero considerati come storie da vivere, capire e interiorizzare. Ma viviamo in un mondo frenetico e siamo capaci di giudicare un lavoro senza nemmeno averne concluso il primo ascolto. Assurdo se ci pensate. Intossicati dalla spazzatura commerciale non si ė più in grado di riconoscere cosa sia buono e cosa non lo sia. Ripeto, il formato digitale non ha colpe, semplicemente è stato frainteso: che sia vinile, cassetta, cd o mp3 alla fine è solo un supporto che fa suonare il nostro impianto stereo. Un bene che solo chi lo ha prodotto dovrebbe decidere se venderlo o donarlo. Ma voglio sperare che questa sia la risposta agli anni di prepotenza delle major, la tempesta di chi ha seminato nel lucro, una transizione che porterà a un equilibrio in cui saranno gli artisti a vendere e a decidere cosa condividere gratuitamente. Il digitale è figlio della nostra generazione e ha notevoli pregi, basta solo non perdere il rispetto e la passione di un tempo. Il vinile rimarrà l’unica affascinante e concreta alternativa vintage ad un futuro totalmente virtuale ma ciò che importa ė che le nostre vite, qualsiasi direzione prendano, avranno sempre bisogno di una colonna sonora.