Ondarock – Recensione SPT

A cura di Gianluca Polverari:

“In un’epoca in cui lo sport preferito di certa critica musicale e di certo pubblico è quello della caccia al disco da demolire e al personaggio di successo da massacrare, piace al contrario anche la volontà di trovare nel mondo delle sette note la bellezza. Tale elemento, in un’epoca buia come questa, è ciò che può curare, salvare, commuovere, addolcire e, perché no, rendere anche più lucidi nei confronti del reale. Merita quindi un elogio in tal senso la terza opera dei Revglow, duo lombardo che vede insieme la coinvolgente vocalist Lilium assieme a Francis M.Gri (chitarre, tastiere ed effetti), autore anche di lavori in solo.
Se i precedenti due dischi “Liquid Pearls” e “9th Chrysalis” erano bozzoli di romantico dream-pop imparentato con il trip-hop sulla scia dei più dilatati Lamb, ora il nuovo “Sound Post Tension” è una splendida farfalla che spicca il volo con tutta la sua eleganza e melanconica poesia.
Le dieci tracce, che si concludono proprio con “Butterfly”, sono un romantico percorso che accentua i lati wave e post-rock del gruppo, trovando similitudini, nello spirito espressivo, con quel decadente lavoro di languida emozione che fu “Hex” dei Bark Psychosis.
Le atmosfere notturne evocano riflessioni e pensieri mentre si guarda la città desolata con le sue luci da un piano alto di un grattacielo a vetri, immagini e sensazioni ottenute grazie a suoni sintetici che si uniscono a delicate note di piano, chitarra in flanger e una interpretazione vocale sincera e appassionata, che trasmette grande pathos, secondo la lezione della scuola 4AD anni 80.
“Sound Post Tension” è un lavoro tanto etereo quanto carnale, tanto spirituale quanto erotico, che pulsa di delicate tessiture molto articolate negli arrangiamenti e che rivela i Revglow come un progetto del tutto maturo dal quale aspettarsi ulteriori grandi produzioni.”

Vai al sito