Darkroom – Recensione SPT

Bellissima recensione di Roberto Filippozzi!!! 🙂

“La necessità per lo più giornalistica di dover definire stilisticamente un gruppo o un disco capitola felicemente di fronte a quelle proposte in grado di travalicare gli schemi e di sfruttarne gli elementi portanti senza porsi confini, se non quelli delle emozioni espresse attraverso suono e canto. Impresa non facile, appannaggio di quegli artisti che di paletti e restrizioni non sanno che farsene, preferendo guardare al suono con un’accezione universale, senza paura di affrontare sfide anche ardue. Ci piace pensare che i Revglow del polistrumentista Francis M. Gri e della singer Lilium siano l’eccellenza italiana di questo campo così squisitamente indefinito, eppure così affascinante proprio per la sua mancanza di reali confini, e questa terza fatica sulla lunga distanza del duo del Nord Italia, che giunge a due anni dal precedente “9th Chrysalis”, non fa che rafforzare la nostra impressione. In passato abbiamo scomodato paragoni con Björk (riferendoci alle vocals di Lilium ai tempi del debut “Liquid Pearls”) ed accostato al suono di Revglow definizioni come chillout, downtempo o trip-hop, e nel frattempo la fatidica acqua sotto i ponti è passata, l’amalgama fra i Nostri si è cementata e, di conseguenza, nuove vette artistiche sono state toccate. Buona ultima quella raggiunta con questa terza fatica in studio, che fa piazza pulita di definizioni e paragoni, per un sound sempre più arioso, intenso e libero di affascinare con la forza delle palpabili emozioni, convogliate con immane naturalezza. La bellezza degli intrecci melodici, sottili e raffinati ma assolutamente vitali, unita alla scorrevolezza dei pattern elettronici e ad una voce semplicemente incantevole e toccante come quella di Lilium (slegatasi completamente dagli ingombranti paragoni di cui sopra), ci parla di un songwriting che fa dell’intima purezza il suo più grande punto di forza, fra dolcezza e magnetismo, leggiadria e delicatezza, visioni ed emozioni. Dieci canzoni che sono altrettanti gioielli, che a dominare sia la maggior linearità di “Strangers” (di cui è disponibile in rete il bel videoclip) o di altri potenziali singoli come l’avvolgente e groovy “This Is The Day” o la carismatica e magnetica “Peaceful”, piuttosto che l’infinita dolcezza di momenti quali la cullante opener in divenire “Scars”, la suadente “Phantom Theatre”, la sottile “Seagulls Choir” o la malinconica “Petals”. Raccontare un disco che parla dritto ai cuori più sensibili ed appassionati con simile trasporto e pathos rischia di essere solo un mero esercizio di stile a livello di scrittura, e forse sottolineare la caratura di una gemma rara come “27”, col suo vibrante crescendo emozionale ed i suoi spunti elettronici ‘psicoattivi’, basta e avanza per evidenziare come un lavoro di cotanto spessore (racchiuso nella fatidica ed ottima confezione cartonata che è il marchio di fabbrica di casa KrysaliSound) non possa assolutamente mancare nelle collezioni di chi ama profondamente la bellezza dell’arte musicale, a prescindere dallo stile o dagli strumenti impiegati. La terza pietra preziosa di una discografia che è destinata a diventare un maestoso diadema, pronto ad essere completato da quella gemma di caratura eccezionale che sarà il definitivo capolavoro dei Revglow, per il quale è solo questione di tempo: presto o tardi un ‘momentum’ compositivo ancor più alto ed eccezionale arriverà per il duo, e noi saremo lì a bearcene.”

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